lunedì, 31 marzo 2008
giorgiaQuando Giorgia Lepore ne cantava la sigla Conan era in assoluto, tra gli anime di culto, quello più gettonato da una grossa fetta di aficionados che oggi gravitano intorno al sesto lustro di vita. Una intepretazione che vale una carriera, si dice spesso, e così lo è stato, perchè per quanto la bella signora nelle vesti glamour dell'istantanea qui a fianco abbia fatto parecchia strada, l'intro del ragazzo del futuro resta un classico difficilmente eguagliabile. Accade che tu la veda in fotografia, Giorgia Lepore, e tu faccia fatica a collocarla, a distanza di oltre vent'anni, nelle maglie del tuo immaginario, perchè assurge a entità vagamente astratta. Accade però di peggio. Accade di vederla per gli affollati corridoi di uno degli ultimi avamposti della tv disutile del terzo millennio: "Centovetrine". La vedi lì, per un attimo ridi come un bambino che incontra il suo campione al supermercato, ti fai serio, provi ad associarne la voce al vecchio inno sempreverde di cui sopra, fai fatica, smetti. La inquadri nel contesto. Pare un po' avvilente. Passi oltre. Però no, questa cosa non ci è piaciuta.
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categoria:80s
sabato, 05 gennaio 2008
firetreeEra proprio necessario il Natale anche quest'anno? Io non credo. La cosa buona delle feste di fine anno è che ti resta un anno di libertà prima di sorbirtene di nuove. Sempre che non subentri la felice intuizione di un raid senza ritorno in un mondo piuttosto lontano e vagamente irraggiungibile a chiunque vi conosca. Telefono giù dal quarto piano, prima di partire. L'eventualità di stilare un elenco di propositi viene rapidamente inficiata dai bagordi indotti delle festività di consumo: si brinda a qualcosa che finisce o a un nuovo inizio? Il dubbio è affascinante ma sterile: è spontaneo pensare che in realtà non ci sia alcunchè da festeggiare, ma solo la malcelata necessità di un pretesto per bere. Bevete, avete la mia benedizione. Ma toglietemi l'albero dalla piazza. E Babbo Natale novello Arsenio che si cala in tre atti dalle vostre finestre. E la palla che viene giù su Times Square. E quei dannati micidiali botti. Fateveli scoppiare in garage. Beh comunque è finita anche quest'anno. Stappo il mio fiasco di rosso. Salute.
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categoria:life, night, world
giovedì, 18 ottobre 2007
andromeda
E' come essere condannati a trovare sempre soluzioni altre. A imboccare sempre strade diverse. La cosa più sinistra è che non sai mai sopra quale confine ti stai muovendo esattamente. Se stai spingendo al limite e vuoi andare oltre, o se sei soltanto esausto e annaspi per trovare una accettabile condotta. Qualsiasi attività tu stia conducendo. Qualsiasi scenario ti si pari davanti. E' come gareggiare con un avversario invisibile. Come correre in pista da soli. Non hai a disposizione alcun tipo di criterio per capire quanto tu stia andando forte. Pare che sia una patologia tipica di un acquario. Non ho mai creduto molto nell'astrologia, finchè una carta natale azzeccata con perizia chirurgica mi fece ricredere. L'insoddisfazione di per sè può rappresentare uno stimolo, ma è un dibattersi spesso sterile. Non è la scarsa bontà del risultato a fare la differenza, ma la consapevolezza di alternative altrettanto valide in quel momento non a portata. E' un modo originale di vedere il bicchiere mezzo vuoto. E' una strana sensazione, che porta con sè qualcosa di clamorosamente affascinante. Difficilmente credo che potrei farne a meno. Perchè se cerebralmente può spesso sembrare frustrante, viverla in chiave propositiva è il segreto per farne una cronica, naturale, invincibile propulsione.
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categoria:life, night
lunedì, 01 ottobre 2007
Otto curiosità su voi stessi medesimi. Catena che
ricevo da Daniela e giro a... non giro. Che stavolta
voglio vedere che succede, se la catena si ferma qui.


ducks
1. Quando avevo sei anni sono caduto nella fontana davanti alla chiesa di San Carlo a Vienna. L'esperienza era resa ancora più imbarazzante dal fatto che mio padre stava filmando la cosa e si guardò bene dall'interrompere.
2. All'università sono passato da tre facoltà diverse. Non ho ancora finito e credo di non avere ancora deciso se restare all'ultima.
3. Ho circa 1500 vhs, qui davanti a me, in una libreria. Fino a qualche anno fa registravo di tutto. Poi ho smesso, fortunatamente.
4. Sono passato tre volte da una sala operatoria. Interventi non troppo complicati, ma firmare un foglio che solleva chi interverrà su di te da determinate responsabilità non è mai simpatico.
5. Non ho mai avuto un motorino. Ma adoro guidare l'auto.
6. Il voto più alto che ho preso al liceo è stato un dieci a un compito di latino. Il più basso, un quattro e mezzo, il compito era di greco.
7. Non ho mai conosciuto i miei nonni. Delle nonne ho ricordi soltanto di una. E' morta a novantanove anni. Tifava Juventus e stravedeva per la Ferrari. Quando qui ci fu un brutto terremoto, oltre vent'anni fa, si alzò dal letto alle sei, si infilò la vestaglia, e andrò a prepararsi il caffè.
8. Non ho ancora capito. Ma sarà divertente passare il resto della vita a provarci.

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categoria:life, chain
domenica, 30 settembre 2007
sleep
Sta montando a ritmi vertiginosi la necessità di un salutare letargo. Non è neanche più insonnia, patologia che con gli anni mi sono fatto amica, attitudine che nasconde diversi favorevoli risvolti. Qui si tratta di una oppressione, a livello di cerebro in particolare, difficilmente estinguibile se non con misure drastiche. Una semplice notte di riposo neanche la scalfisce, una simile zavorra metafisica. Perchè è evidente che non si tratta di alcunchè di normale, bensì di una presenza del tutto inidonea a ritmi regolari. Ammesso che esistano. Probabilmente in un passaggio imprecisato di un remoto passato devo aver dimenticato la sveglia accesa. E adesso me la figuro lì, in un armadio vecchio, sotto a un letto arrugginito, che ancora suona e aspetta che io la spenga. O magari manco mi sono svegliato, quel giorno. E sì che ne avevo, di cose da fare. Dormire di giorno o di notte è del tutto ininfluente su un ipotetico recupero. Non sono neanche sicuro che mi ci voglia un letto. Ma sarebbe utile un eremo. Un giardino? Impegnativo, verde, colorato, un po' confusionario. Serve qualcosa che possa conciliare un temporaneo stand by. Scarto l'idea di un impegno importante che posso aver dimenticato di assolvere, è plausibile sia caduto in prescrizione, qualunque esso fosse. Forse è una questione di tempi, maturi o meno per una pausa. Troppe domande, troppe variabili. A volte ho talmente sonno che mi viene il dubbio di non essere già addormentato. Nel qual caso, non svegliatemi. Ne ho ancora per un po'. Notte.

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categoria:life, night
mercoledì, 12 settembre 2007
peterpank
Say it Peter. Say it and mean it.

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categoria:life
domenica, 26 agosto 2007
greysky
Fine del mondo. Inattesa, inevitabile. Imponderabile. Nessuno sapeva, nessuno vedeva. Solo una naturale e logica necessità di viverla come doveva essere, una esperienza oltre. Oltre le possibilità umane, oltre il senso di giusto e sbagliato, oltre la diffidenza, oltre la fede, l'istinto, il bene o il male. Oltre la vita stessa. Guardo fuori e non c'è più una città. Solo un ammasso di caseggiati che parevano uno soltanto. Finestre chiuse, sole. Cielo plumbeo. Non c'è più terra, acqua, erba, c'è solo l'umana coscienza di fronte a un'ultima stazione. Non c'è alcun evento da attendere, nessuna deflagrazione, nessuna guerra. Ma tutti sanno dell'imminenza di un evento che nessuno ha mai messo in dubbio pur non conoscendone i termini. Il tempo non esiste più, nessuna prospettiva, nessun progetto, nessuna aspettativa. Solo la forza inspiegabile, solo l'atavico impulso alla sopravvivenza. Esco. Nel blocco informe di casamenti fiumi di persone senza una meta. Corro verso un posto che so. Senza saperne il perché. Una struttura pronta a sparare i sogni residui al centro dell'universo. La trovo, è grande, enorme, colorata. Dentro un amico, in camice bianco. Non so perché lì dentro ci sia una consapevole salvezza. Ma quando mi si chiudono le porte alle spalle, non c'è senso di colpa per ciò che apparentemente solo io, ho il privilegio di sfruttare per farmi da parte, lontano dall'incombenza del nulla. E poi penso. Che nella fretta, nell'emergenza, nel pericolo comune forse tutti, abbiamo un personale, nascosto, segreto angolo dove trovare la propria resistenza a qualsiasi cosa sia non ingiusto, ma preventivamente deciso. La fine dei giorni arriva, il percorso è in mano di chi ci crede, di poterne fare qualcosa di unico. Ché nessuno mi aveva seguito. Perchè tutti sapevano dove trovare la propria strada.
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categoria:life
mercoledì, 15 agosto 2007
airplane3
Fine ferragosto. Spartiacque della stagione estiva e punto fermo dopo il quale il ritmo torna a pendere verso il ritorno a un'attività piena. Non saprei dire perchè ho sempre in qualche modo mal digerito le feste comandate che prevedessero una certa qual pausa forzata, strade deserte, saracinesche abbassate, immobilismo quasi dovuto. La spiegazione neanche troppo particolarmente velata è che probabilmente ho ancora molte, moltissime cose da fare. E per quanto stia cercando di maturare con gli anni un concetto di tempo molto elastico, che non contempli la necessità di rispettare determinate tappe, è plausibile che conservi una naturale urgenza di fare. Perchè sono ancora indietro col lavoro. E ho sempre meno voglia di tenere il freno a mano tirato. Perchè non ci sono date da inseguire, ma il tempo a disposizione è poco. Sempre. Per tutti. Qualunque siano gli obiettivi. Che ci siano o meno, obiettivi da perseguire. Ottimizzare le risorse potrebbe essere il primo, utile, punto di partenza. Perchè sprecare tempo è davvero un peccato.
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categoria:life, time
mercoledì, 01 agosto 2007
booksLavorare in biblioteca d'agosto è un'esperienza di un certo interesse: una location altrimenti popolata da torme di studenti più o meno tali, da ricercatori, da saltuari visitatori improvvisamente si svuota. E restano gli aficionados, qualche universitario deluso, i mattinieri lettori dei quotidiani, ma cambia la dimensione, magicamente l'atmosfera brulicante dei mesi freddi si trasforma in una sorta di limbo dove tutto si ferma. E quando gli utenti si riducono a un drappello rintanato nelle sale studio sul retro, resti solo nell'enorme sala di lettura di fronte al reference e guardi gli scaffali immobili. Che se nessuno ne fruisce a chi servono? "La stampa è morta", vien da chiedersi fino a che punto Egon avesse ragione, o a che preciso livello. Oggi ci è arrivata una lettera dal Bollettino Regionale, la cui collezione è una delle più vaste, in magazzino. Dal gennaio 2008 verrà pubblicato esclusivamente online. Un passo dopo l'altro, il portone verde qualcuno lo chiuderà per un'ultima volta. L'importante è non giudicarlo necessariamente un male.
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categoria:life, bibliotheca
domenica, 15 luglio 2007
morning
Quella di fare pace con sè stessi è una strada che può essere lunghissima. Una strada da percorrere da soli, sempre. E finchè non si giunge alla meta, ai rospi in gola è bene sciogliere le briglie.

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categoria:life