mercoledì, 25 aprile 2007
Ricevo da Pagly il testimone di una catena volta a scovare gli incipit dei cinque libri più degli altri rimasti nelle corde di chi si imbatte in questo percorso letterario a tappe. La giro volentieri a Marco e al Lopo. Scelgo cinque classici, un po' perché raccontano verità sempreverdi da tenere nel cassetto, un po' perché li ho letti tutti oltre due lustri fa, tempi in cui ero assai più malleabile, meno disincantato e perché leggevo, molto più di quanto non faccia oggi.

A Pàl utcai fiuk (I ragazzi della via Paal) - Ferenc Molnar

Al tocco meno un quarto, sopra la cattedra dell'aula di Storia Naturale, quasi a premio dall'ansiosa attesa (dopo lunghi e ripetuti tentativi), la fiamma incolore della lampada di Bunsen s'accese d'una bellissima fosforescenza verde-smeraldo. Esisteva finalmente la riprova che quella certa composizione chimica su cui il professore s'era a lungo soffermato, aveva il potere di colorare di verde la fiamma. Ripeto: al tocco meno un quarto preciso. E proprio in quell'attimo trionfale, si alzò dal cortile del caseggiato contiguo il suono di un organino; che ebbe così il potere di frantumare di colpo la serietà degli scolari.

Il nome della Rosa - Umberto Eco

In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Questo era in principio presso Dio e compito del monaco fedele sarebbe ripetere ogni giorno con salmodiante umiltà l'unico immodificabile evento di cui si possa asserire l'incontrovertibile verità. Ma videmus nunc per speculum et in aenigmate e la verità, prima che faccia a faccia, si manifesta a tratti (ahi, quanto illeggibili) nell'errore del mondo, così che dobbiamo compitarne i fedeli segnacoli, anche là dove ci appaiono oscuri e quasi intessuti di una volontà del tutto intesa al male. Giunto al finire della mia vita di peccatore, mentre canuto senesco come il mondo, nell'attesa di perdermi nell'abisso senza fondo della divinità silenziosa e deserta, partecipando della luce inconversevole delle intelligenze angeliche, trattenuto ormai col mio corpo greve e malato in questa cella del caro monastero di Melk, mi accingo a lasciare su questo vello testimonianza degli eventi mirabili e tremendi a cui in gioventù mi accadde di assistere, ripetendo verbatim quanto vidi e udii, senza azzardarmi a trarne un disegno, come a lasciare a coloro che verranno (se l'Anticristo non li precederà) segni di segni, perché su di essi si eserciti la preghiera della decifrazione.

Du coté de chez Swann (Dalla parte di Swann) - Marcel Proust

A lungo, mi sono coricato di buonora. Qualche volta, appena spenta la candela, gli occhi mi si chiudevano così in fretta che non avevo il tempo di dire a me stesso: "Mi addormento". E, mezz'ora più tardi, il pensiero che era tempo di cercar sonno mi svegliava; volevo posare il libro che credevo di avere ancora fra le mani, e soffiare sul lume; mentre dormivo non avevo smesso di riflettere sulle cose che poco prima stavo leggendo, ma le riflessioni avevano preso una piega un po' particolare; mi sembrava d'essere io stesso quello di cui il libro si occupava: una chiesa, un quartetto, la rivalità di Francesco I e Carlo V.

Ubik - Philip K. Dick

Alle tre e trenta della notte del 5 giugno 1992, il miglior telepate del Sistema Solare scomparve dalla mappa situata negli uffici della Runciter Associates a New York City. Ciò diede inizio allo squillo dei videotelefoni. L'organizzazione di Runciter aveva perso le tracce di troppi psi appartenenti al gruppo di Hollis negli ultimi due mesi; quell'ultima sparizione era la goccia finale. "Signor Runciter? Dolente di disturbarla." Il tecnico incaricato del turno notturno alla sala delle mappe tossicchiò nervosamente, mentre la massiccia testa scompigliata di Glen Runciter si sollevava a riempire il videoschermo.

The picture of Dorian Gray (Il ritratto di Dorian Gray) - Oscar Wilde

Lo studio era pieno dell'intenso odore delle rose e, quando il dolce vento d'estate serpeggiava fra gli alberi del giardino, per la porta aperta entrava la pesante fragranza dei lillà o il profumo più sottile dei rovi in fiore. Dall'angolo del divano ricoperto di tappeti persiani, sul quale giaceva, fumando, com'era sua abitudine, innumerevoli sigarette, Lord Henry Wotton poteva appena afferrare il barlume giallo miele dei dolci fiori di un citiso, i cui tremuli rami pareva che non ce la facessero a sopportare il peso di una bellezza così fiammeggiante; e, a tratti, fantastiche ombre di uccelli svolazzavano attraverso le lunghe tende di seta tussorina tirate davanti all'immensa finestra, producendo una specie di momentaneo effetto giapponese e facendogli pensare a quei pallidi pittori di Tokyo dal viso di giada, i quali, mediante un'arte che è per necessità immobile, cercano di suggerire il senso della rapidità e del movimento.
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categoria:life
mercoledì, 25 aprile 2007
luchetti

Tratto dal romanzo "Il fasciocomunista" di Antonio Pennacchi: "vita scriteriata di Accio Benassi", dodicenne ex seminarista che torna a Latina per scontrarsi con la famiglia, l'amore, la politica, gli anni settanta. E' lui il protagonista di una vicenda che trova negli anni di piombo solo un background fertile dove far crescere la personalità travagliata di un antieroe fragile, solitario, malinconico. Al di là della polemica circa le libertà che Luchetti si sarebbe concesso nella rilettura dell’originale, il film offre uno spaccato degnissimo dell’estremismo politico che si respirava allora, senza sostanzialmente prendere posizione in merito, accentuandone però tutta la carica negativa che ne condiziona gli interpreti, ma non ne fa motore del film, il cui principale iter gravita intorno al percorso di formazione del suo primattore. Bravo Scamarcio, che per una volta taglia solo di sbieco il ruolo di belloccio per dargli una sostanza più compiuta, bravissima la Finocchiaro, ma Elio Germano ruba la scena a tutti con una prova di assoluto valore. Di Rino Gaetano solo il titolo, precisazione segnalata nei credits. Nota di merito per la selezione musicale. Una delle cose migliori uscite dalla produzione nazionale dell’ultima decade. Imperdibile.

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categoria:cinema
mercoledì, 18 aprile 2007

launch3
"I can't help you fix yourself
but at least I can say I tried
I'm sorry but I gotta move on
with my own life"

postato da: bobbin alle ore 00:36 | Permalink | commenti (3)
categoria:life, quotes
giovedì, 12 aprile 2007
Dedicato a chi passa la vita a crearsi problemi.


silvestre_1silvestre2
Grazie Zione.

postato da: bobbin alle ore 23:13 | Permalink | commenti (6)
categoria:life
domenica, 08 aprile 2007
300
300Adattamento cinematografico dell'omonimo fumetto di Frank Miller, da cui mutua sia la veste che le libertà letterarie, una rivisitazione romanzata dei fatti che ne conserva la sostanza e ne accentua l'estetica, senza alcuna pretesa di credibilità o di verosimiglianza storica, ma una vena sanguinaria di impatto notevole, che regala più di qualche brano di potenza inaudita. La fedeltà all'opera originale è pressochè pedissequa e non scontenterà gli appassionati: per chi non ne fosse particolarmente edotto, è un approccio che carica di enfasi e retorica, in modo libero e totale, protagonisti e vicende. Indiscutibilmente affascinante, punta molto sulla messa in scena e la solennità dei dialoghi: vince per una dimensione epica che raramente si è vista così convicente in film analoghi del periodo recente, ma ne fa sicuramente uso eccessivo, financo quasi barocco. Da godere la riuscita commistione tra fumetto e pellicola, come già fu per l'oscuro "Sin City". Punto suppletivo per i titoli di coda. Merita un gettone, e da spendersi in sala.

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categoria:cinema
mercoledì, 04 aprile 2007
cyndi

A volte mi chiedo dove siano finiti
gli anni ottanta. Se ci sia passato
davvero o me li sia solo sognati.
Se mi mancano perchè erano
un periodo migliore della vita
o solo perchè erano così
volgarmente pop. Dalla vena di
un trash preventivo. Una decade
scientemente fine a sè stessa.
Magari è grazie a loro che
avrò le idee confuse per sempre.
Ma e' stato danattamente divertente.
Un film, "Working girl".
Una canzone, "Jump", Van Halen.
Mi andrebbe proprio
di farci un altro giro.


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categoria:life, time