giovedì, 18 ottobre 2007
E' come essere condannati a trovare sempre soluzioni altre. A imboccare sempre strade diverse. La cosa più sinistra è che non sai mai sopra quale confine ti stai muovendo esattamente. Se stai spingendo al limite e vuoi andare oltre, o se sei soltanto esausto e annaspi per trovare una accettabile condotta. Qualsiasi attività tu stia conducendo. Qualsiasi scenario ti si pari davanti. E' come gareggiare con un avversario invisibile. Come correre in pista da soli. Non hai a disposizione alcun tipo di criterio per capire quanto tu stia andando forte. Pare che sia una patologia tipica di un acquario. Non ho mai creduto molto nell'astrologia, finchè una carta natale azzeccata con perizia chirurgica mi fece ricredere. L'insoddisfazione di per sè può rappresentare uno stimolo, ma è un dibattersi spesso sterile. Non è la scarsa bontà del risultato a fare la differenza, ma la consapevolezza di alternative altrettanto valide in quel momento non a portata. E' un modo originale di vedere il bicchiere mezzo vuoto. E' una strana sensazione, che porta con sè qualcosa di clamorosamente affascinante. Difficilmente credo che potrei farne a meno. Perchè se cerebralmente può spesso sembrare frustrante, viverla in chiave propositiva è il segreto per farne una cronica, naturale, invincibile propulsione.
lunedì, 01 ottobre 2007
Otto curiosità su voi stessi medesimi. Catena che
ricevo da Daniela e giro a... non giro. Che stavolta
voglio vedere che succede, se la catena si ferma qui.
1. Quando avevo sei anni sono caduto nella fontana davanti alla chiesa di San Carlo a Vienna. L'esperienza era resa ancora più imbarazzante dal fatto che mio padre stava filmando la cosa e si guardò bene dall'interrompere.
2. All'università sono passato da tre facoltà diverse. Non ho ancora finito e credo di non avere ancora deciso se restare all'ultima.
3. Ho circa 1500 vhs, qui davanti a me, in una libreria. Fino a qualche anno fa registravo di tutto. Poi ho smesso, fortunatamente.
4. Sono passato tre volte da una sala operatoria. Interventi non troppo complicati, ma firmare un foglio che solleva chi interverrà su di te da determinate responsabilità non è mai simpatico.
5. Non ho mai avuto un motorino. Ma adoro guidare l'auto.
6. Il voto più alto che ho preso al liceo è stato un dieci a un compito di latino. Il più basso, un quattro e mezzo, il compito era di greco.
7. Non ho mai conosciuto i miei nonni. Delle nonne ho ricordi soltanto di una. E' morta a novantanove anni. Tifava Juventus e stravedeva per la Ferrari. Quando qui ci fu un brutto terremoto, oltre vent'anni fa, si alzò dal letto alle sei, si infilò la vestaglia, e andrò a prepararsi il caffè.
8. Non ho ancora capito. Ma sarà divertente passare il resto della vita a provarci.