mercoledì, 01 agosto 2007
Lavorare in biblioteca d'agosto è un'esperienza di un certo interesse: una location altrimenti popolata da torme di studenti più o meno tali, da ricercatori, da saltuari visitatori improvvisamente si svuota. E restano gli aficionados, qualche universitario deluso, i mattinieri lettori dei quotidiani, ma cambia la dimensione, magicamente l'atmosfera brulicante dei mesi freddi si trasforma in una sorta di limbo dove tutto si ferma. E quando gli utenti si riducono a un drappello rintanato nelle sale studio sul retro, resti solo nell'enorme sala di lettura di fronte al reference e guardi gli scaffali immobili. Che se nessuno ne fruisce a chi servono? "La stampa è morta", vien da chiedersi fino a che punto Egon avesse ragione, o a che preciso livello. Oggi ci è arrivata una lettera dal Bollettino Regionale, la cui collezione è una delle più vaste, in magazzino. Dal gennaio 2008 verrà pubblicato esclusivamente online. Un passo dopo l'altro, il portone verde qualcuno lo chiuderà per un'ultima volta. L'importante è non giudicarlo necessariamente un male.