mercoledì, 01 agosto 2007
booksLavorare in biblioteca d'agosto è un'esperienza di un certo interesse: una location altrimenti popolata da torme di studenti più o meno tali, da ricercatori, da saltuari visitatori improvvisamente si svuota. E restano gli aficionados, qualche universitario deluso, i mattinieri lettori dei quotidiani, ma cambia la dimensione, magicamente l'atmosfera brulicante dei mesi freddi si trasforma in una sorta di limbo dove tutto si ferma. E quando gli utenti si riducono a un drappello rintanato nelle sale studio sul retro, resti solo nell'enorme sala di lettura di fronte al reference e guardi gli scaffali immobili. Che se nessuno ne fruisce a chi servono? "La stampa è morta", vien da chiedersi fino a che punto Egon avesse ragione, o a che preciso livello. Oggi ci è arrivata una lettera dal Bollettino Regionale, la cui collezione è una delle più vaste, in magazzino. Dal gennaio 2008 verrà pubblicato esclusivamente online. Un passo dopo l'altro, il portone verde qualcuno lo chiuderà per un'ultima volta. L'importante è non giudicarlo necessariamente un male.
postato da: bobbin alle ore 23:16 | Permalink | commenti (28)
Commenti
#1   02 Agosto 2007 - 07:18
 
Be' difficile però non considerarlo un male...
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#2   02 Agosto 2007 - 13:44
 
No, però anche la conservazione cartacea ha i suoi bei limiti. Uno su tutti la consultazione. I quotidiani rilegati sono scomodi, difficili da avere in copia, e più si va indietro più diventano preziosi e delicati. Ho visto ricercatori impiegare settimane per un lavoro che con un archivio online avrebbero sbrigato in una mattinata.
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#3   02 Agosto 2007 - 16:00
 
Io sto collazionando quattro versioni di uno stesso romanzo per verificare in che modo la censura fascista abbia agito sul romanzo. Lavoro delizioso che però fa venire tanta voglia di digitalizzazione
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#4   02 Agosto 2007 - 19:53
 
Sono proprio questi i problemi che nascono, infatti. La conservazione degli originali è doverosa, ma non obbliga a doverne subire le magagne.
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#5   03 Agosto 2007 - 14:19
 
Mmm...biblioteca...mi fa venire in mente il negozio di Carlo Coriandoli nella storia infinita...
A.
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#6   04 Agosto 2007 - 00:13
 
E il profumo della carta stampata?
E' una roba troppo romantica? :)
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#7   04 Agosto 2007 - 00:20
 
Oggettivamente, romantica. E il fatto che il libro cartaceo rischi di fare spazio col tempo all'ebook, la rende ancora più tale.
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#8   04 Agosto 2007 - 00:38
 
Sarò un'inguaribile feticista ma io spero che quel tempo non arrivi mai. E che quel portone verde continui ad aprirsi ogni mattina.
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#9   04 Agosto 2007 - 00:41
 
Ci sto, ma almeno concedeteci di chiudere anche il sabato!
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#10   04 Agosto 2007 - 00:51
 
eheheheh
vada per la chiusura di sabato!
Dove devo firmare? :)
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#11   04 Agosto 2007 - 16:06
 
Non è decisamente un bene, per lui.

Ho da poco scaricato un audiolibro: mi sono addormentata dopo 10 minuti.
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#12   04 Agosto 2007 - 17:59
 
- [donai] In calce alla pagina, grazie!
- [alcolica] Gli audiolibri magari no, ma gli ebook sì.
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#13   04 Agosto 2007 - 18:59
 
la mia biblioteca in agosto
al piano terra, livello strada, era un brulicare di muffe e scorpioni. e di bambini non più bambini che ogni tanto bisognava andare a recuperare in anfratti sperando che non fossero cresciuti proprio lì, per dire.
il primo piano era una pacchia. l'utenza limitata. ogni tanto un rumore di passi e un frusciare di volumi. e l'ansia e lasperanza che i volumi tolti dallo scaffale non fossero messi dentro a casaccio. che se c'è un cartello che dice di lasciarli sul tavolo, un perchè ci sarà.
al secondo piano era un inferno di calore, a catalogare in sbn, e di sotto qualche passo e chiudere gli occhi e sperare che nn fosse vero perchè voleva dire rivestirsi spegnere la radio e tornare al mondo. :-)
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#14   05 Agosto 2007 - 02:36
 
Addirittura gli scorpioni. Per non parlare delle zecche, e cioè gli utonti più appiccicosi che non te li schiodi più di dosso nemmeno a ferragosto. I volumi riposti a casaccio sono un classico del rimbrotto del nostro impiegato factotum. In compenso noi per catalogare in sbn abbiamo solo due pc, piazzati in luoghi impervi, entrambi lontani da tutto.
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#15   05 Agosto 2007 - 09:54
 
Anch'io sono per il romanticismo della carta stampata, ma anche per la possibilità di scrivere sulle pagine, vederle prendere vita sotto le tue mani mentre le sottolinei, si ingrigiscono per l'uso... Ma vogliamo mettere la differenza!
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#16   05 Agosto 2007 - 15:59
 
Indubbiamente, se fosse sempre possibile. Ci sono in magazzino vent'anni di Gazzetta Livornese di fine '800 talmente delicati che rischiano di finire a brandelli ogni volta che li chiedono in consultazione. Alla lunga non sarà più possibile leggerli, purtroppo.
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#17   07 Agosto 2007 - 11:29
 
No!Io spero proprio di no!Vuoi mettere quell'atmosfera!Il libro con le sue pagine che invecchiano, l'odore che hanno i libri, le biblioteche........ no, per favore!Il mio ideale sarebbe una biblioteca aperta di notte.bacio, ciao
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#18   07 Agosto 2007 - 15:54
 
Sarebbe orribile se le biblioteche scomparissero, i libri sono così cari e non mi piacciono tanto gli ebooks, la luce dello schermo fa comunque male agli occhi a lungo andare e io voglio potermi tuffare in un libro anche per ore, senza ritrovarmi con gli occhi rossi e lacrimanti dopo!
Sulla censura cartacea: mi sono accorta che la mia copia de "La valle dell'Eden" di Steinbeck è in realtà un condensato (cose che si facevano negli anni '50)! L'ho avuta gratis dal cesto dei libri da dare via della mia biblioteca....a forza di risparmiare....la devo smettere di essere così tirchia!:)
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#19   08 Agosto 2007 - 00:19
 
- [nelia] L'apertura serale è la cosa che gli utenti chiedono più spesso. Anche a me piacerebbe.
- [smile] mai risparmiare! i soldi sono fatti per essere spesi.
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#20   08 Agosto 2007 - 17:55
 
definire l’espressione del tempo, in una sala da lettura, nell’arco di un’intera giornata. estiva.

questo è poesia mi faccia un regalo, descriva
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#21   08 Agosto 2007 - 22:30
 
Il bello di giornate come queste, quando l'affluenza parca asseconda lo straniamento, è che il tempo proprio non esiste. Sai già chi arriverà, degli utenti più fedeli, e li aspetti come fossero ospiti, finendo financo per preparare loro le riviste che come sempre ti chiederanno. E a fine giornata chiudi finestre, imposte, luci e la biblioteca la vedi per come è davvero, intatta, immobile, luogo dove la cultura non la si produce ma la si custodisce.
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#22   09 Agosto 2007 - 13:05
 
ineluttabilmente associo Borges a tutto il tempo che dilata nelle biblioteche. bello
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#23   11 Agosto 2007 - 02:29
 
C'è di peggio: in Giappone dilaga la mania dell'sms-book. Libri a puntate pubblicate su cellulare e riservati alla lettura di abbonati che registrandosi ricevono gli sms contenenti ognuno un paragrafo.
Sconcertante.
utente anonimo

#24   13 Agosto 2007 - 00:48
 
...e imbarazzante.
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#25   15 Agosto 2007 - 20:30
 
e vuoi mettere... prestare, o magari regalare, un libro che ti è piaciuto a qualcuno che ami: le sue dita che toccano le pagine che avevi toccato te e che ritrovano le impercettibili tracce della tua precedente lettura;
'sensazioni palpabili' se mi permetti l'ossimoro;
ciao
a..
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#26   15 Agosto 2007 - 21:07
 
Niente da dire, le sensazioni di un libro sono insostituibili.
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#27   09 Ottobre 2007 - 00:34
 
Le biblioteche sono uno dei miei posti preferiti,mi sento a casa tra i libri.

Un saluto.
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#28   09 Ottobre 2007 - 14:19
 
La biblioteca sarebbe un posto perfetto anche per lavorarci, se offrissero condizioni contrattuali migliori.
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Commenti

categoria:life, bibliotheca