mercoledì, 15 agosto 2007
airplane3
Fine ferragosto. Spartiacque della stagione estiva e punto fermo dopo il quale il ritmo torna a pendere verso il ritorno a un'attività piena. Non saprei dire perchè ho sempre in qualche modo mal digerito le feste comandate che prevedessero una certa qual pausa forzata, strade deserte, saracinesche abbassate, immobilismo quasi dovuto. La spiegazione neanche troppo particolarmente velata è che probabilmente ho ancora molte, moltissime cose da fare. E per quanto stia cercando di maturare con gli anni un concetto di tempo molto elastico, che non contempli la necessità di rispettare determinate tappe, è plausibile che conservi una naturale urgenza di fare. Perchè sono ancora indietro col lavoro. E ho sempre meno voglia di tenere il freno a mano tirato. Perchè non ci sono date da inseguire, ma il tempo a disposizione è poco. Sempre. Per tutti. Qualunque siano gli obiettivi. Che ci siano o meno, obiettivi da perseguire. Ottimizzare le risorse potrebbe essere il primo, utile, punto di partenza. Perchè sprecare tempo è davvero un peccato.
postato da: bobbin alle ore 21:05 | Permalink | commenti (13)
Commenti
#1   15 Agosto 2007 - 21:30
 
sprecare tempo non è un peccato è peggio....è inutile.
bello quello che hai scritto
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente maghella1950

#2   15 Agosto 2007 - 22:07
 
Vero....sprecare il tempo è un peccato...e quando si matura questa idea è sempre quando si è gia perso troppo tempo...Ma purtroppo sono le esperienze e la maturita' che cOL TEMPO (perso) porta a tale maturazione!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente WitchDaniela

#3   16 Agosto 2007 - 23:19
 
L'importante è cercare di non lasciarsi troppo influenzare da quanto se ne è perso o meno. Quello di tempo è un concetto assai relativo.
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#4   16 Agosto 2007 - 23:48
 
si... concetto relativo quello del 'tempo',
negativo quello del 'tempo perso',
struggente quello del 'tempo perduto';
ciao
a..
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#5   17 Agosto 2007 - 00:41
 
Ma se invece considerassimo diversamente il tempo cosiddetto sprecato?
Non sprecato quindi ma impiegato nel fare cose che presi dalla routine delle "cose da fare" non faremmo. Ciondolare, sbadigliare, prendersi i piedi e massaggiarli per ore, girare per le strade senza andare da nessuna parte, tra le saracinesche chiuse e non pensare a niente.. :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Donai

#6   17 Agosto 2007 - 00:57
 
- [a2] Proust insegna.
- [Donai] Come darti torto. Sul pensare a niente avrei da eccepire, mi rimane taaanto complicato. Mi ci vuole quella dannata vasca di deprivazione.
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#7   17 Agosto 2007 - 01:52
 
sul tempo concordo con donai...poiché stavo per scrivere le stesse parole. E' un po' come quando si devono fare scelte, e non si sceglie e si lascia scorrere il tempo. Ma anche quello non è 'perdere tempo o sprecare tempo'. Perchè anche non scegliere è una nostra scelta. E così non si tratta di sprecare tempo. Ma di utilizzarlo in altro modo. Siamo nati in un'epoca che ci fa sentire bene solo a farefarefare occupare ogni attimo ogni secondo forse proprio per farci scordare cosa vuol dire, cosa vuol dire fermarsi a guardare, fermarsi a sentire. E allora non è più tempo sprecato, ma tempo per il nostro essere affinchè si dilati e riprenda i suoi spazi. Noi non siamo solo ciò che c'è da fare. Spero di non essermi fatta prendere troppo la mano, colpa la mia ebbrezza di cui sopra. Ebbrezza nel cogliere le cose nel loro splendore. Anche solo per un attimo
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#8   17 Agosto 2007 - 01:52
 
ps:bel blog :)
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#9   17 Agosto 2007 - 14:19
 
Vero. La relatività del tempo consiste anche nel riuscire a percepirlo, quanto bene sia stato impiegato. Indipendentemente dal come, sia stato impiegato.
ps: grazie!
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#10   21 Agosto 2007 - 00:54
 
Va bene, ma senza ansia!
Anyway, anche io trovo insopportabili le feste saracinesche abbassate...
E il fatto che negli usa non esistano di fatto lo trovo uno dei pochi aspetti positivi del luogo.
Ad ogni modo, io sono sempre più convinta che ferragosto sia il vero capodanno.
besitos.
e.
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#11   21 Agosto 2007 - 21:45
 
Cos'ha ferragosto in comune col capodanno? Il capodanno è la festa più inutile.
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#12   10 Settembre 2007 - 08:48
 
chiave di lettura, dal Magris, uno spunto:
‘giovinezza intesa come immaturità permanente, come dispendio di un immenso privilegio: il tempo, la possibilità di avere –e di perdere- tempo. ‘

poi che dire.
da accidiosa.
io galleggio. e quando galleggio sto piuttosto male. ho un senso di colpa e non mi lascio abbindolare da tutte le versioni romantiche di questo mondo. so che vorrei o dovrei invece cazzeggio. con retrogusto arrabbiato.
insomma la soluzione che adotto è far pace con me.
:sei così pao, pace. amen.
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#13   10 Settembre 2007 - 13:55
 
Far pace con sè stessi somiglia molto al gradino successivo: quando si è preso coscienza di averne perso, di tempo, e si passa oltre la cosa. Tenendo sempre presente che un certo lasso di tempo lo si giudica perso in virtù del valore che si dà al come è stato investito. Il tempo è a disposizione di chi ha di che fruirne: lo si può perdere anche scientemente, se lo si vuole, ché non avendo breviario spirituale di come gestirlo, è lecito anche disperderne. Ma l'importante è non illudersi mai di averlo aprioiristicamente bene impiegato, ma conservare il fatalismo necessario a battezzarne anche un eventuale sperpero. Che il fatalismo è sempre una inclinazione intelligente.
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categoria:life, time