
E' come essere condannati a trovare sempre soluzioni altre. A imboccare sempre strade diverse. La cosa più sinistra è che non sai mai sopra quale confine ti stai muovendo esattamente. Se stai spingendo al limite e vuoi andare oltre, o se sei soltanto esausto e annaspi per trovare una accettabile condotta. Qualsiasi attività tu stia conducendo. Qualsiasi scenario ti si pari davanti. E' come gareggiare con un avversario invisibile. Come correre in pista da soli. Non hai a disposizione alcun tipo di criterio per capire quanto tu stia andando forte. Pare che sia una patologia tipica di un acquario. Non ho mai creduto molto nell'astrologia, finchè una carta natale azzeccata con perizia chirurgica mi fece ricredere. L'insoddisfazione di per sè può rappresentare uno stimolo, ma è un dibattersi spesso sterile. Non è la scarsa bontà del risultato a fare la differenza, ma la consapevolezza di alternative altrettanto valide in quel momento non a portata. E' un modo originale di vedere il bicchiere mezzo vuoto. E' una strana sensazione, che porta con sè qualcosa di clamorosamente affascinante. Difficilmente credo che potrei farne a meno. Perchè se cerebralmente può spesso sembrare frustrante, viverla in chiave propositiva è il segreto per farne una cronica, naturale, invincibile propulsione.






