sabato, 05 gennaio 2008
firetreeEra proprio necessario il Natale anche quest'anno? Io non credo. La cosa buona delle feste di fine anno è che ti resta un anno di libertà prima di sorbirtene di nuove. Sempre che non subentri la felice intuizione di un raid senza ritorno in un mondo piuttosto lontano e vagamente irraggiungibile a chiunque vi conosca. Telefono giù dal quarto piano, prima di partire. L'eventualità di stilare un elenco di propositi viene rapidamente inficiata dai bagordi indotti delle festività di consumo: si brinda a qualcosa che finisce o a un nuovo inizio? Il dubbio è affascinante ma sterile: è spontaneo pensare che in realtà non ci sia alcunchè da festeggiare, ma solo la malcelata necessità di un pretesto per bere. Bevete, avete la mia benedizione. Ma toglietemi l'albero dalla piazza. E Babbo Natale novello Arsenio che si cala in tre atti dalle vostre finestre. E la palla che viene giù su Times Square. E quei dannati micidiali botti. Fateveli scoppiare in garage. Beh comunque è finita anche quest'anno. Stappo il mio fiasco di rosso. Salute.
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giovedì, 18 ottobre 2007
andromeda
E' come essere condannati a trovare sempre soluzioni altre. A imboccare sempre strade diverse. La cosa più sinistra è che non sai mai sopra quale confine ti stai muovendo esattamente. Se stai spingendo al limite e vuoi andare oltre, o se sei soltanto esausto e annaspi per trovare una accettabile condotta. Qualsiasi attività tu stia conducendo. Qualsiasi scenario ti si pari davanti. E' come gareggiare con un avversario invisibile. Come correre in pista da soli. Non hai a disposizione alcun tipo di criterio per capire quanto tu stia andando forte. Pare che sia una patologia tipica di un acquario. Non ho mai creduto molto nell'astrologia, finchè una carta natale azzeccata con perizia chirurgica mi fece ricredere. L'insoddisfazione di per sè può rappresentare uno stimolo, ma è un dibattersi spesso sterile. Non è la scarsa bontà del risultato a fare la differenza, ma la consapevolezza di alternative altrettanto valide in quel momento non a portata. E' un modo originale di vedere il bicchiere mezzo vuoto. E' una strana sensazione, che porta con sè qualcosa di clamorosamente affascinante. Difficilmente credo che potrei farne a meno. Perchè se cerebralmente può spesso sembrare frustrante, viverla in chiave propositiva è il segreto per farne una cronica, naturale, invincibile propulsione.
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categoria:life, night
domenica, 30 settembre 2007
sleep
Sta montando a ritmi vertiginosi la necessità di un salutare letargo. Non è neanche più insonnia, patologia che con gli anni mi sono fatto amica, attitudine che nasconde diversi favorevoli risvolti. Qui si tratta di una oppressione, a livello di cerebro in particolare, difficilmente estinguibile se non con misure drastiche. Una semplice notte di riposo neanche la scalfisce, una simile zavorra metafisica. Perchè è evidente che non si tratta di alcunchè di normale, bensì di una presenza del tutto inidonea a ritmi regolari. Ammesso che esistano. Probabilmente in un passaggio imprecisato di un remoto passato devo aver dimenticato la sveglia accesa. E adesso me la figuro lì, in un armadio vecchio, sotto a un letto arrugginito, che ancora suona e aspetta che io la spenga. O magari manco mi sono svegliato, quel giorno. E sì che ne avevo, di cose da fare. Dormire di giorno o di notte è del tutto ininfluente su un ipotetico recupero. Non sono neanche sicuro che mi ci voglia un letto. Ma sarebbe utile un eremo. Un giardino? Impegnativo, verde, colorato, un po' confusionario. Serve qualcosa che possa conciliare un temporaneo stand by. Scarto l'idea di un impegno importante che posso aver dimenticato di assolvere, è plausibile sia caduto in prescrizione, qualunque esso fosse. Forse è una questione di tempi, maturi o meno per una pausa. Troppe domande, troppe variabili. A volte ho talmente sonno che mi viene il dubbio di non essere già addormentato. Nel qual caso, non svegliatemi. Ne ho ancora per un po'. Notte.

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martedì, 29 maggio 2007
fog
"Basket case" dei Green Day è una canzone in cui mi sono ritrovato per degli anni, e ho scoperto solo dopo che lo facevo a proposito, anche se c'era sempre qualcosa di vagamente familiare che finiva per sfuggirmi. Oggi non più, ce ne sono diverse altre ma la cosa ardua in casi del genere è che spesso la canzone giusta scantona proprio nel momento in cui ce ne sarebbe più bisogno, ne soffro spesso col cinema, in particolare. Quando senti l'urgenza di una pellicola precisa, te la senti scorrere dentro, la devi solo suggerire a te stesso ma non fai altro che girarci intorno: non c'è niente di peggio che ripiegare su un qualcosa che incontra solo vagamente l'intransigente mood del momento. Anche se il problema più urgente è che sono di nuovo le due. Provo a disfare il letto, chissà che non offra l'input decisivo. Magari esco.
Chissà se è già mattina.

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categoria:life, night
venerdì, 25 maggio 2007
magritte
"Con l'insonnia nulla è reale. Tutto è lontano.
Tutto è una copia di una copia di una copia.
Quando soffri d'insonnia non sei mai realmente
addormentato, e non sei mai realmente sveglio."

Come un sogno di Dick, praticamente. Talvolta penso che il tempo passato sotto insonnia sia in qualche modo barattabile con qualcosa d'altro nel corso della vita, in fondo è una fetta di esistenza passata sospesi in una sorta di limbo misto di incoscienza, apatia, vuoti d'aria in testa. Labirintite in fieri. E non nego, una certa voluttà seducente, l'insonnia impari col tempo a godertela, perchè finisce che sei troppo stanco per subirne gli effetti e cominci ad apprezzarne le malizie misteriose.
Come essere svegli alle due e mezzo di notte e sapere che avrai cinque ore impreviste a disposizione, necessariamente da riempire con qualcosa che mai avresti fatto allora, in condizioni di sleep pattern normali. Finisci per viverti nottate intere come un cortese, inaspettato omaggio.

suns
Trent'anni fa oggi, usciva nelle sale "Star Wars".
 Il fatto che io sia nato nove mesi dopo
dovrebbe suggerirmi qualcosa, credo.

Sono queste, le domande che
mi tengono sveglio la notte.

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categoria:life, night
lunedì, 12 marzo 2007
newyork
Credo che morirò senza aver mai risolto il mistero di capire quando è finalmente ora di andare a dormire.
"Ci vediamo a pranzo?" "Scherzi? Il pranzo è per chi non ha niente da fare". Ecco, diciamo che il pranzo sta a Gordon Gekko come il riposo notturno al sottoscritto. Sfortuna volle che non nascessi bionico, e diciamo che almeno tre ore mi toccano. Bel film, però. Se non altro perchè c'era Daryl, che quando avevo dieci anni mi fece perdere la testa. Aveva le pinne e si chiamava Madison.
La location però era la stessa.
Ok, dormo. Forse.

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mercoledì, 07 marzo 2007
Fa ancora troppo caldo.
Non che mi dispiaccia agosto,
ma di marzo è una noia.
Se l'estate ci tocca d'inverno, potrei
avere la notte anche di giorno?
Credo che dormirò un anno.

starrynight
Shadows on the hills,
Sketch the trees and the daffodils,
Catch the breeze and the winter chills,
In colors on the snowy linen land.


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