sabato, 05 gennaio 2008
firetreeEra proprio necessario il Natale anche quest'anno? Io non credo. La cosa buona delle feste di fine anno è che ti resta un anno di libertà prima di sorbirtene di nuove. Sempre che non subentri la felice intuizione di un raid senza ritorno in un mondo piuttosto lontano e vagamente irraggiungibile a chiunque vi conosca. Telefono giù dal quarto piano, prima di partire. L'eventualità di stilare un elenco di propositi viene rapidamente inficiata dai bagordi indotti delle festività di consumo: si brinda a qualcosa che finisce o a un nuovo inizio? Il dubbio è affascinante ma sterile: è spontaneo pensare che in realtà non ci sia alcunchè da festeggiare, ma solo la malcelata necessità di un pretesto per bere. Bevete, avete la mia benedizione. Ma toglietemi l'albero dalla piazza. E Babbo Natale novello Arsenio che si cala in tre atti dalle vostre finestre. E la palla che viene giù su Times Square. E quei dannati micidiali botti. Fateveli scoppiare in garage. Beh comunque è finita anche quest'anno. Stappo il mio fiasco di rosso. Salute.
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venerdì, 30 marzo 2007
earth_2
Mi restano due mesi di tempo per trovare l'ispirazione: quando è ora di schiarirsi le idee è sempre bene evitare di porsi dei limiti, cercando di spaziare possibilmente entro ogni eventuale soluzione, anche a prezzo di contribuire a confonderle, le idee. In anni di scelte sbagliate non ho mai pensato di aver perso del tempo, l'esperienza resta tale anche quando è negativa, e il futuro prossimo non farà eccezione: ho sempre creduto che la cosa più importante fosse la certezza di agire sempre in buona fede. Non si vince e non si perde, benchè in palio ci sia molto, perchè non c'è competizione: scrivere le pagine della propria storia è una gara a corsia unica. L'importante è non restare senza inchiostro.
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martedì, 02 gennaio 2007
darkpath
L'incombenza del nuovo anno non deve tentare i malcapitati idealisti di trovarsi di fronte a un nuovo inizio, concetto da sempre illusoriamente foriero di intendimenti felici. Bruciate il calendario, il 31 dicembre non esiste, è una sera invernale come tante, probabilmente peggiore di molte. Se volete ubriacarvi potete farlo anche il due di gennaio. Cominciate a spogliare di fasulli ricorsi la giornata appena finita, se vi state chiedendo che cosa di nuovo sia cominciato oggi, la risposta è drasticamente niente. Non c'è di che soddisfare la vostra urgenza di mettere necessariamente un puntello sulla linea del tempo. E non c'è di che rinnovare obiettivi, che sono gli stessi di ieri, nè speranze, che sono oppio per tremebondi. La vita è la stessa, e all'alba del capodanno è solo una nottata più corta. Chiudete con le scuse e tenetela in pugno. Tant'è che di buoni propositi credo di non averne oltre, l'ultima manciata residua l'ho data in pasto a chi ne è morto avvelenato. E' stata una indicazione non troppo sottile di non disperdere risorse. Adesso di sconti non se ne fanno più. La ricreazione è finita.

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sabato, 30 dicembre 2006
fireworks





Pronti per
la ricorrenza più inutile
nella
lunga storia
delle ricorrenze inutili.
Ci vediamo in piazza.
Il polonio lo porto io.







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sabato, 30 dicembre 2006
saddam




Perde lui, perdiamo tutti.







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