L'incombenza del nuovo anno non deve tentare i malcapitati idealisti di trovarsi di fronte a un nuovo inizio, concetto da sempre illusoriamente foriero di intendimenti felici. Bruciate il calendario, il 31 dicembre non esiste, è una sera invernale come tante, probabilmente peggiore di molte. Se volete ubriacarvi potete farlo anche il due di gennaio. Cominciate a spogliare di fasulli ricorsi la giornata appena finita, se vi state chiedendo che cosa di nuovo sia cominciato oggi, la risposta è drasticamente niente. Non c'è di che soddisfare la vostra urgenza di mettere necessariamente un puntello sulla linea del tempo. E non c'è di che rinnovare obiettivi, che sono gli stessi di ieri, nè speranze, che sono oppio per tremebondi. La vita è la stessa, e all'alba del capodanno è solo una nottata più corta. Chiudete con le scuse e tenetela in pugno. Tant'è che di buoni propositi credo di non averne oltre, l'ultima manciata residua l'ho data in pasto a chi ne è morto avvelenato. E' stata una indicazione non troppo sottile di non disperdere risorse. Adesso di sconti non se ne fanno più. La ricreazione è finita.